domenica 7 giugno 2009

Obsessed with Berlusconi

Mi sono iscritta all'AIRE (registro degli italiani residenti all'estero) circa 3 anni fa. L'ho fatto per poter ottenere il passaporto dall'Ambasciata italiana a Dublino che fra parentesi e' aperta al pubblico un paio d'ore al giorno, altrimenti sai mai che lavorino troppo in quel di Ballsbridge (noto quartiere "in" di Dublino).
Mi ricordo che dopo uno scambio di pessime battute con il carabiniere all'entrata, giusto per farmi sentire a casa ed una coda di 45 minuti ho compilato l'application form e me ne sono andata tranquilla.
L'anno scorso non ho votato, mi trovavo a Roma ed ero convinta di poter votare solo dall'Irlanda.
Quest'anno mi sono detta, finalmente votero' per le Europee.
Ad aprile ho mandato una mail all'ambasciata chiedendo informazioni su come votare all'estero.
Mi risposero dopo una settimana dicendo che mi sarebbero arrivate tutte le informazioni per posta al mio attuale indirizzo.
Aspetta, aspetta, aspetta...la settimana scorsa mi chiama una ragazza dall'ambasciata e mi spiega che purtroppo non risulto iscritta all'AIRE!!!
Le dico come no? E come mi avete dato il passaporto allora? Oltretutto il passaporto riporta il mio indirizzo a Dublino!!!
No, io non risulto nel registro, mi chiede di registrarmi ma mi spiega gentilmente che ormai e' tardi per votare a queste elezioni, ci vorra' un po' prima che il comune di Brescia mandi i documenti qua a Dublino etc...

E vabbe'...

Intanto Berlusconi imperversa sulle pagine della stampa estera e non capisco se mi piace farmi del male leggendo tutti gli articoli sui crimini da lui commessi ed i danni che infligge al mio adorato paese o se sono ossessionata da qualsiasi cosa lo riguardi e non faccio altro che pubblicare si Facebook link ad articoli che dicono la verita' dall'esterno sulla mia Italia come questo:

http://www.elpais.com/articulo/reportajes/Anatomia/Berluscolandia/elpepusocdmg/20090607elpdmgrep_1/Tes#EnlaceComentarios


o questo scritto da un premio nobel per la letteratura Jose' Saramago, "il virus Berlusconi e' una minaccia, la causa della morte morale del paese di Verdi a meno che un vomito profondo non riesca ad eliminarlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodere le vene e distruggere il cuore di una delle piu' ricche culture europee"

http://www.elpais.com/articulo/internacional/cosa/Berlusconi/elppgl/20090606elpepuint_16/Tes


Questo e' tradotto in italiano, Barbara Hellen columnist dell'Observer scrive "Non ne abbiamo abbastanza? Tutto quello che potrebbe andar storto in un uomo di mezza età è andato storto in Berlusconi. E per di più ha 72 anni! Ecco perché se ne deve andare. Non perché 'non riesce a tenerlo dentro i panataloni', ma perché non si sente di dover minimanete rispondere delle sue azioni ai servi che hanno votato per lui. Berlusconi è diventato la personificazione del potere diventato rancido. La cosa migliore per tutti sarebbe se, in un qualche momento della campagna elettorale, gli venisse iniettata una dose di bromuro e venisse sospinto discretamente da parte. In termini politici e libidinosi, si potrebbe considerare una pietosa eutanasia".

L'articolo qua:

http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-7/stampa-7giu/stampa-7giu.html


Insomma per fortuna che mercoledi' me ne vado una settimana in vacanza cosi' vedo di disintossicarmi...quest'overdose di notizie su Berlusconi mi sta facendo proprio male!

Ecco dove saro', rifiugiata in un paesino sulle montagne spagnole, dove il telefono non prende, internet non e' ancora arrivato, si fa il bagno nel fiume e si mangia la frutta e la verdura di stagione ah, l'unica attivita' commerciale e' un bar chiamato "la Calma"!!!



giovedì 4 giugno 2009

Pride time



Mentre a Roma stanno faticando a dare i permessi al gay pride a Dublino fervono i preparativi per una settimana ricca di eventi e non solo sfilate ma anche spettacoli a teatro, mostre e quant'altro, infatti tantissime attivita' commerciali di Temple Bar (quartiere "culturale" di Dublino) quest'anno hanno deciso di aderire all'iniziativa!
Come sempre una Dublino gay friendly ora non resta che sperare nel tempo, l'anno scorso diluviava :(

http://www.dublinpride.org/


E per l'occasione un video!





Happy Pride!


Fotografie: Dublin Pride '07 by Eva Tabares

venerdì 22 maggio 2009

Vergogna.


Volevo scrivere un post sullo scandalo delle violenze subite per 60 anni dai bambini nelle instituzioni irlandesi ma c'e' ho trovato chi lo ha scritto meglio di me e mi permetto di condividerlo sul mio blog. A me in fondo veniva in mente solo una parola. Vergogna.

Grazie Martina.
Si chiamavano industrial schools. Un termine eufemistico, quasi innocente, per riformatorio. Erano tutte dirette da ordini religiosi. Uno, in particolare, i Christian Brothers. Un ordine religioso che in mezzo secolo si è tramutato in una congregazione di sadici pervertiti. Pedofili. Psicopatici. È cosa ben nota a chi vive in Irlanda.
In passato, sei eri "strano", se avevi dichiarate tendenze pedofile, violente, pervertite, non lo si diceva in giro. Non si cercava aiuto. No. Si entrava nell'ordine. Perché i fratelli ti avrebbero protetto. Avrebbero coperto le tue azione, i tuoi stupri, la tua violenza. Nei confronti di bambini. Ragazzini. Non ancora adolescenti.

Molti sono finiti nelle industrial schools. Bastava rubare una tavoletta di cioccolato, perché eri povero cronico e lo stato se ne strafregava della tua disperazione. Perché eri orfano ed il resto della tua famiglia faceva la fame. O semplicemente perché eri
diverso, non funzionavi bene a scuola.
Le industrial schools. Gironi danteschi. Luoghi di sofferenza, di indicibili torture, fisiche, psicologiche, sessuali. Tutte perpretrate da componenti del clero. Preti, frati, suore. Protetti dal vaticano. E si dichiaravano cristiani. Cattolici.

Ma ciò non avveniva solo nei riformatori. Gli abusi e le torture in Irlanda erano comunissimi. Scuole religiose, oratori.
Fare il cherichetto era un'attività a rischio.
150.000 bambini, nella relazione ufficiale sugli abusi perpretrati dalla chiesa, stuprati e torturati, ma è solo la punta dell'iceberg. Chiunque qui in Irlanda conosce qualcuno che ha subito abusi da parte di un membro della chiesa cattolica. O ne è stato lui stesso vittima. Lei stessa, anche. Le ragazzine non erano immuni. Tutti sapevano. Lo stato, le famiglie, i dipartimenti della pubblica istruzione.
Tutti sapevano, un'inaccettabile omertà o meglio, complicità.
E adesso? Adesso che tutto ciò è stato sbattuto in faccia ai media di tutto il mondo?
I Christian Brothers chiedono scusa. Le vittime hanno già manifestato chiaramente dove i cari fratelli se le possono infilare queste scuse.
Vogliono una commissione dell'ONU che apra un'inchiesta senza precedenti. Vogliono che l'ordine religioso venga chiuso. Eradicato.
Che i pervertiti vengano incarcerati e che le chiavi vengano buttate via, per sempre.
Ma non avverrà.
I Christian Brothers hanno furbescamente stipulato, nel 2002, un'accordo con il governo irlandese, quello che ancora leccava i piedi alla chiesa, secondo il quale saranno i contribuenti a pagare le vittime, non la chiesa. Furbetti furbetti. Dusgustosi.

Non riesco a trovare le parole adatte a descrivere la mia rabbia. Non riesco più a fingere. Le nuove generazioni sanno, ascoltano, le news non hanno avuto pietà.
Ormai la chiesa cattolica qui in Irlanda è fallita. I miei figli sanno del mio ateismo, ma cominciano a formarsi idee autonome. Non vogliono avere niente a che fare con gli stupratori, gli omofobi, i misogeni. I preti. I frati.

Certo, qualcuno obietterà, ci sono anche persone oneste nella chiesa. Ed io rispondo con un detto inglese, too little too late.
Niente potrà mai compensare il dolore di questi bambini che sono diventati adulti psicologiamente fragili, senza sicurezza, senza legami affetivi.
Generazioni di alcolizzati. Di depressi cronici. L'Irlanda ha uno dei tassi di suicidio maschile più alti del mondo. E ci si chiede quale sia il motivo.
One in four. Così si chiama l'associazione dei sopravvissuti agli abusi sessuali in Irlanda. Si chiama così perché un bambino su quattro fu abusato, picchiato, stuprato fino a solo una ventina di anni fa. Una cifra enorme. Immaginate, se potete, solo per un momento.
Se potete, perché è inimmaginabile.
Avete dieci anni. Avete rubato del pane, perché avete fame, non avete nulla, tutte le scuole vi hanno chiuso le porte in faccia perché avete i vestiti stracciati, le scarpe bucate. Vi arrestano, vi sbattono in un riformatorio.
Un luogo di silenzi, di notti buie. Terrificante, per un bambino senza legami affettivi, senza modelli a cui appoggiarsi. Il silenzio della notte è interrotto da frequenti grida. Il bambino non sa perché, non riesce a capire.
Fino al giorno in cui, inevitabilmente, capiterà anche a lui. L'
iniziazione. Svegliato nel mezzo della notte dal prete di turno. Il più sadico, quello di cui hanno paura tutti.
E poi il silenzio. Il lavoro semi-schiavistico durante il giorno, attività dure di manovalanza minorile che servivano a rimpinguare le casse già staripanti di chiese e conventi.
Immaginate. Immaginate questo terrore, nessuno a cui comunicarlo, nessuno nelle cui braccia rifugiarsi senza secondi fini, senza perversioni.
Immaginate questo bambino diventare adulto, senza la capacità di formare una relazione, un affetto, un legame. Senza ricordi di Natali, compleanni, mascalzonate con gli amici. Questa
persona. La cui unica strada fuori dal tunnel della depressione è spesso il suicidio.

Fiera di essere atea.


domenica 17 maggio 2009

sabato 9 maggio 2009

L'italiano medio al telefono con Fabio Volo

Ho sempre avuto un debole per Fabio Volo, un po' perche' siamo della stessa citta' e un po' perche' spesso mi trovo d'accordo con lui su molte cose.
Il 5 Maggio durante la sua trasmissione Il Volo del Mattino Fabio discute del diritto al matrimonio per le persone dello stesso sesso con l'ormai conosciuto esemplare dell'italiano medio.





Verso la fine Fabio parla del fatto che ad esempio la Chiesa non si intromette nella politica dei paesi del Nord Europa e l'italiano medio replica:

"Si' noi abbiamo una Chiesa che ci blocca, ci rende bigotti...pero' abbiamo insegnato al mondo a vivere, l'italiano ha insegnato al mondo a vivere!"

VIVA I LUOGHI COMUNI.

Che tristezza*


giovedì 7 maggio 2009

Out of Dublin (for a few hours)


Domenica mattina (1pm eh eh!) abbiamo preso la Dart, il trenino che collega Dublino con i paesini della costa in direzione Bray, un piccolo villaggio sul mare a Sud di Dublino.
Da li' abbiamo intrapreso la famosa camminata Bray - Greystones, 8 Km di scogliere, mare e sfumature di verde. Incredibile.
Per i Dubliners che ancora non lo sapessero per arrivarci basta seguire la spiaggia fino alla fine, Bray Head una montagna sul mare e da li' camminare, ci sono due vie, una verso l'alto che porta in cima alla montagna e un'altra che costeggia il mare e arriva fino a Greystones. Da Greystones poi si puo' prendere l'autobus o la Dart fino a Bray e prendersi una birra sulla terrazza del Barracuda uno dei pochi locali sulla spiaggia.
Ed e' proprio questo che mi piace dell'Irlanda, il fatto che paesini sul mare a pochi Km da Dublino non vengano commercializzati, qua gli spazi sono ancora liberi, nonostante il Boom Economico nessuno si e' messo a costruire palazzoni di 15 piani con 40 appartamenti sul mare come in Spagna o ville sulle scogliere come ho visto in Sicilia.
Diciamo che hanno fatto altre cazzate di cui non ho voglia di scrivere ma ammetto che la loro terra di cui vanno tanto orgogliosi ha il fascino della natura selvaggia, incontrollata, viva.





Slan*

lunedì 4 maggio 2009

awsome*



che pelle d'oca!

13500 persone che cantano hey jude a Trafalgar square il 30 di aprile scorso.